Nel settembre del 1933, all'incrocio tra Southampton Row e Russell Square, un fisico ungherese attende che il semaforo diventi verde. In quei pochi secondi di attesa, Leo Szilard intuisce il meccanismo che cambierà per sempre il destino dell'umanità: la reazione nucleare a catena. Non cerca la gloria militare, ma comprende immediatamente l'abisso che si è appena spalancato sotto i piedi del mondo.
Il brevetto segreto della fine
Terrorizzato dall'idea che la Germania nazista potesse sviluppare l'arma per prima, Szilard brevetta segretamente la sua intuizione e la cede all'Ammiragliato britannico per sottrarla alla circolazione pubblica. È un atto di censura preventiva unico nella storia della scienza moderna, un tentativo disperato di congelare la catastrofe prima del suo inizio.
Dalla lettera al dissenso finale
Dopo aver convinto Einstein a scrivere la celebre lettera a Roosevelt per avviare il Progetto Manhattan, Szilard ne diventa il principale sabotatore morale. Quando la bomba è pronta, raccoglie le firme dei colleghi per chiederne un uso puramente dimostrativo, scontrandosi con la spietata logica militare che ormai considerava gli scienziati semplici ingranaggi sostituibili.
