“Me ne ricordo” rispose il discepolo rimproverato. “Lei soleva dire che nessuna uomo tenderebbe alla cultura, se sapesse com’è incredibilmente piccolo il numero di persone che possiedono una vera cultura, e come non possa accadere altrimenti. Non si deve quindi svelare pubblicamente nulla, riguardo a quella sproporzione ridicola tra il numero di persone veramente colte e l’enorme apparato della cultura”.
“Ecco il principio” disse il filosofo “eppure tu hai potuto dimenticare il vero significato a tal punto di credere di essere tu stesso uno dei pochi? Ciò d’altronde fa parte delle caratteristiche spregevoli della nostra epoca, che pretende di possedere la cultura. Si democratizzano i diritti del genio, per sfuggire al proprio lavoro culturale e alla propria miseria culturale. Tutti, quando sia possibile, preferiscono distendersi all’ombra dell’albero che è stato piantato dal genio.
Friederich Nietzsche - Sull'avvenire delle nostre scuole
Una guerriglia di volantini poetici
Quando i nazisti occuparono l'isola di Jersey, Cahun e la sua compagna Marcel Moore non imbracciarono fucili, ma avviarono una destabilizzante campagna di propaganda poetica. Firmandosi con lo pseudonimo del Soldato Senza Nome, infilavano messaggi antimilitaristi nelle tasche degli ufficiali tedeschi, scardinando la loro cieca disciplina.
Il genere come spazio di rivolta
La sua intera esistenza è stata un rifiuto di farsi incasellare in categorie biologiche o politiche predefinite dal potere. Nei suoi scatti il volto si fa maschera e la maschera si fa verità, svelando la fragilità intrinseca delle grandi narrazioni maschili del Novecento.
"Non c'è quasi trattato che sia troppo dotto per me. Senza presumere di possedere una vera erudizione, io mi sono sforzato sin dall'infanzia di comprendere il pensiero degli uomini migliori e più saggi di ogni tempo. Vergogna all'artista che non considera una colpa il non spingersi almeno tanto lontano. " L. v. Beethoven
